Le origini della Storia dei Tarocchi

I Tarocchi, come li conosciamo, nascono durante il Rinascimento in Italia. Ma l’origine di queste carte così evocative e affascinanti sembra essere molto, molto più antica.

Sembra che le immagini sulle carte dei Tarocchi derivino da contatti tra gli europei e i popoli dell’Egitto: in quel paese sarebbe custodito il segreto della loro origine. Come scrisse alla fine del ‘700 l’archeologo Court de Gèbelin, massone e appassionato di esoterismo,

“Il libro di Toth esiste, e le sue pagine sono le figure dei Tarocchi”.

Secondo l’archeologo, infatti, i mitici libri di Toth avrebbero contenuto profezie legate al futuro e risposte sui misteri dei cieli, codificate dagli antichi sacerdoti egizi e nascoste per tramandarle sotto l’aspetto apparentemente innocuo di semplici carte da gioco. Questa sarebbe l’origine dei Tarocchi.

I Tarocchi erano, nel Quattrocento, un gioco di impronta morale. Rappresentavano infatti diversi stadi della condizione umana e del cammino verso la sapienza e la virtù. Gli Arcani Maggiori raffigurano ruoli umani (il Matto, il Papa…), elementi celesti che secondo la scienza astrologica influiscono sul destino degli uomini (il Sole, la Luna…), le principali Virtù (la Giustizia, la Temperanza…) oltre a immagini potenti e simboliche come la Ruota della Fortuna, oppure la Torre, emblematiche degli ostacoli e delle svolte compiute dall’anima in cammino verso la sapienza.

A queste prime raffigurazioni si andavano ad aggiungere i cosiddetti Arcani Minori, quelli che oggi fanno parte di tutti i tipici mazzi di carte da gioco italiani e il cui significato è meno denso di allegorie, anche se può celare significati estremamente interessanti all’occhio di un cartomante esperto.

Nel corso del ‘500, la scienza dei Tarocchi va perdendosi; diventano un semplice gioco di carte, utile solo per distrarsi e divertirsi, e nessuno è più in grado di interpretare i loro segreti.

La Storia dei Tarocchi: la rinascita nel ‘700

Per fortuna, alla fine del ‘700, lo studio dei Tarocchi rinasce e si approfondisce. Questo grazie a personalità come Court de Gèbelin, che abbiamo menzionato prima, oltre a Etteila. Questi e altri studiosi dell’occulto proposero di riscoprire il significato delle antiche e preziose carte e di utilizzarle non più solo a scopo morale, ma anche per la pratica magica ed esoterica.

È in questo periodo che i Tarocchi divengono una via per la scoperta dell’invisibile e un mezzo per leggere il futuro. Ognuno dei maggiori studiosi dell’esoterismo approfondì i Tarocchi, studiandoli e anche inventando nuovi mazzi, sempre più ricchi di significati simbolici.

I Tarocchi sono ancora oggi uno strumento preziosissimo per indagare il presente e il futuro; meditare su queste antiche figure allegoriche con l’aiuto di un cartomante esperto può essere utile per scoprire le proprie potenzialità latenti, per porre domande al proprio domani, ma soprattutto per cercare di accedere alla faccia nascosta delle cose, quella che mentre siamo immersi vita quotidiana spesso ci risulta irraggiungibile.

È grazie ai molti secoli di distanza da cui provengono queste immagini che possiamo trovare in esse le ispirazioni e i significati legati alle nostre radici più antiche, ma utili da sempre e per sempre.